MICHELA CICUTTIN - Biologa Nutrizionista & Mindful Eating Coach -
cibo di qualità articolo di michela cicuttin
CONSIGLI "MINDFUL"

Perché non risparmio sul cibo di qualità.

I soldi sono un argomento delicato. Le persone come me, che incoraggiano gli altri a mangiare cibo di qualità, spesso si sentono dire frasi come: “parli bene tu, ma sai quanto costa mangiare sano?”. In realtà non è così, per lo meno non sempre.

Ad esempio, nel 2016 la FAO ha consacrato come alimento dell’anno i legumi, uno degli alimenti credo più economici sul mercato. Quindi, come vedi, sano non significa sempre costoso.

Certo, non è sempre così. Molto spesso il cibo di qualità, soprattutto se parliamo di etico e biologico, ha un costo indubbiamente maggiore.

Il cibo è un tema complesso che va a toccare molte questioni, a volte anche delicate, relative a salute dell’uomo, cultura, diritti umani, economia, benessere degli animali e sostenibilità dell’ambiente. E quando decidi che cosa mettere nel carrello della spesa dovresti prenderle in considerazione tutte.

So benissimo che non è una cosa semplice, soprattutto se, terminata la spesa, devi andare in posta a pagare le bollette.

Una cosa è certa, se decidi di scegliere cibo di qualità ed etico, sai che dovrai spendere di più. Il cibo di qualità ha un costo più elevato, ma devi anche chiederti perché (o perché quello economico si possa permettere di essere così economico).

La grande produzione, spesso, è più economica perché le multinazionali sfruttano i lavoratori (per non parlare degli animali) e distruggono, senza farsi troppi problemi, il nostro ambiente, utilizzando fertilizzanti a basso costo, pesticidi tossici per la salute dell’uomo e andando a distruggere interi ecosistemi.

Vedi come la produzione dell’olio di palma sia stata una delle maggiori responsabili della deforestazione nel Sud-Est asiatico: tra il 2000 e il 2012 l’Indonesia ha perso 6 milioni di ettari di Foresta Tropicale, un’area grande come l’Irlanda.

I piccoli agricoltori devono spendere molto più tempo ed energia per occuparsi del terreno affinché sia sano e diversificare i campi per prevenire in modo naturale gli insetti.

Negli ultimi anni è stato, infatti, osservato (e poi dimostrato scientificamente) che un campo agricolo, se viene lasciato libero, è in grado di far crescere una varietà di piante capace di essere infestata da meno parassiti, rispetto ai campi delle monocolture. E’ una sorta di difesa naturale che il campo sviluppa da solo!

Tutto questo equivale a più tempo e più risorse necessarie per produrre la stessa quantità di cibo, e di conseguenza un prezzo più alto al supermercato.

Inoltre, la frutta e la verdura vengono fatte crescere solo nella stagione giusta e raccolte quando sono mature, e non acerbe da far maturare nel viaggio. Chiaramente questo provoca delle perdite: il frutto che cade dall’albero si ammacca e poi non si può vendere.

Per non parlare delle certificazioni biologiche, anche quelle hanno un costo per il contadino.

Far pascolare gli animali sui campi, all’aperto, dove possono addirittura correre, in condizioni igieniche e di vita dignitose. Non chiusi in gabbia a soffrire le pene dell’inferno.

Tutto questo ha certamente un costo ma io sono felice di spendere qualcosa in più per sostenere quei contadini che si prendono cura dell’ambiente. Il nostro supporto è l’unico modo per permettere loro di sopravvivere.

E comunque, puoi sempre compensare la spesa evitando di comprare schifezze varie come dolciumi, patatine o quant’altro, raddoppiando il bene che ti farai.

Non so tu, ma io sogno di vivere in un mondo migliore ed è per questo che non risparmio soldi sul cibo di qualità.

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A presto, Michela.

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