- La via del Mindful Eating -
rapporto con il cibo
CONSIGLI "MINDFUL"

Le #6 domande che cambieranno il tuo rapporto con il cibo

Mangiare è una attività necessaria, e questo si sa! Il corpo è una macchina e senza carburante non può funzionare.

Purtroppo però nella nostra società, sovraccarica di cibo e ossessionata dalle diete, le persone costruiscono un rapporto con il cibo estremamente sbagliato , in cui il mangiare diventa un’ azione automatica, consumistica e troppo spesso legata ad emozioni negative come il senso di colpa.

In questo articolo cercherò di spiegarti come fare per cambiare la tua relazione con il cibo e rendere l’atto del mangiare un’azione che non ti porti solo nutrimento ma anche piacere.

Come costruire un rapporto  con il cibo sano e duraturo senza che questo diventi fonte di frustrazione e senso di colpa.

Troppo spesso mangi con il pilota automatico acceso, senza sapere neppure perché lo stai facendo. Mangi perché devi, senza trarre alcuna gioia da questa azione oppure, ancora peggio, fai diete estreme che, più che diminuire il peso, ti abbassano solo l’autostima!

Molte persone che combattono con il cibo rispondono in modo inconsapevole ai loro stimoli alimentari, ripetendo sempre le stesse azioni e sentendosi privi della forza per cambiare. Aumentare la consapevolezza di questi modelli automatici ti può aiutare a fare scelte alimentari più intenzionali e a migliorare il tuo rapporto con il cibo.

Quello che è fondamentale capire è che devi cambiare il tuo modo di relazionarti con il cibo, imparare a mangiare ciò di cui il tuo corpo davvero necessita, fare del pasto un momento di piacere e divertimento. In questo modo, a lungo andare, raggiungerai il tuo peso forma senza dover ricorrere continuamente a diete esasperanti. Per fare questo è fondamentale imparare a mangiare con consapevolezza.

Come fare quindi?

E’ molto semplice. Devi imparare a conoscerti! Devi farti delle domande che ti aiutino a prendere coscienza delle centinaia di decisioni alimentari che tutti i giorni prendi senza neppure rendertene conto.

Le 6 domande che devi porti per costruire un sano rapporto con il cibo e con il tuo corpo.

1# Perché?

Perché sto mangiando? Questa è la domanda principale che guiderà tutte le tue decisioni future. E nella stragrande maggioranza dei casi, tu non lo sai perché stai mangiando! Difficilmente ci si ferma a chiedersi cos’è che ci spinge ad andare in cucina e aprire il cassetto della dispensa. Molte volte si crede di avere fame ma in realtà si mangia in risposta ad uno stimolo emotivo come può essere la noia o lo stress. Imparare a riconoscere questa differenza è il primo passo per combattere efficacemente le tue pulsioni e scoprire i reali bisogni del tuo corpo.

Se vuoi approfondire qui trovi un articolo che ti spiega come puoi fare a distinguere la fame fisica da quella nervosa.

2# Quando?

Quando voglio mangiare? Se hai mai seguito una dieta nella tua vita ti sarai reso conto che gli approcci dietetici tradizionali non fanno altro che fornirti un piano alimentare in cui sono presenti una serie di regole da seguire, che ti dicono cosa devi mangiare, quanto devi mangiare, e tra un po’ anche in quale stanza farlo! Un programma prestabilito da rispettare con il pilota automatico acceso. Nulla di più sbagliato. Queste regole purtroppo non fanno altro che disconnetterti dai tuoi bisogni naturali di nutrimento e ti incoraggiano solo a ignorare o distruggere i segnali interni di fame e sazietà.

La fame fisiologica dovrebbe essere l’unico metodo per decidere quando devi mangiare.

Fare una pausa per chiederti “ho davvero fame?” tutte le volte che ti sembra di aver bisogno di mangiare, ti aiuterà a differenziare la fame fisica da stimoli ambientali ed emozionali. Una volta che sarai capace di distinguere chiaramente la fame reale, riuscirai a misurare quanta ne hai veramente e di conseguenza mangiare solo quello di cui il tuo organismo ha davvero bisogno. Potrai ad esempio scoprire come sia molto più soddisfacente aspettare di mangiare fin che sei sufficientemente affamato, o come invece aspettare troppo a lungo possa portarti a mangiare troppo.

3# Cosa?

Cosa voglio mangiare? Le diete sono decisamente frustranti. Ti obbligano ad eliminare un sacco di cose, e ovviamente sempre quelle più buone! Per riuscire a fare questo ti viene richiesto uno sforzo di volontà che deve essere mantenuto per un tempo molto lungo, il che è molto difficile anche per le persone più perseveranti. Figuriamoci per i comuni mortali come noi.

E’ normale che in questo modo inizierai a sviluppare sensazioni negative nei confronti del cibo, sensazioni di privazione o di colpa nel momento in cui infrangi le regole. Tutto questo non farà altro che portarti ad abbandonare la dieta, aumentando i sentimenti di fallimento e bassa autostima che paradossalmente ti spingeranno a mangiare di più. Entri così in un circolo vizioso pericoloso che porta disordini alimentari con conseguenze negative sia fisiche che psicologiche.

Imparare a consumare in modo moderato un po’ di tutto, spaziando dai cibi più salutari a quelli che si mangiano per puro piacere, ti porterà a vivere il tuo rapporto con il cibo in modo molto più equilibrato.

Liberandoti dalle restrizioni, svilupperai l’abilità di rispondere alla saggezza del tuo corpo e istintivamente mangiare per bilanciare divertimento e nutrimento. Pratiche restrittive, come il pesare gli alimenti, trasformano l’atto del mangiare in una esperienza meccanica disconnessa dai segnali interni di ognuno.

4# Come?

Come mangio? Molte persone mangiano in modo estremamente veloce, fagocitando tutto quello che hanno davanti nel mentre che guardano la TV, lavorano al computer o addirittura guidano l’auto.  In questo modo sei portato a mangiare di più, perché la sensazione di sazietà e soddisfazione viene meno quando mangi troppo veloce o non presti attenzione al cibo che introduci o a come reagisce il tuo corpo a questo.

Impara a dedicare del tempo all’attività del mangiare, e in quel frangente fai solo quello. In questo modo riuscirai a sentire quello che il tuo corpo ha da dirti, come ad esempio quando è il momento di fermarti, così da evitare l’abbuffata di cui in seguito ti pentirai.

5# Quanto?

Quanto mangio? Normalmente le diete classiche si focalizzano su quanto ti è permesso mangiare, usando metodi basati sul controllo di calorie o grassi. Questo comportamento però a lungo andare ti porta a spendere un’ enorme quantità di tempo, energia e forza di volontà.

Trasformare il pasto in una esperienza meccanica ti farà disconnettere dai segnali interni e questo favorirà i pensieri, sensazioni e comportamenti problematici piuttosto che ridurli. Prestare attenzione ai segnali di sazietà e determinare piccoli obiettivi nella situazione, come ad esempio quello di sentirsi meglio dopo aver mangiato rispetto a prima di cominciare, ti renderà capace di mangiare la quantità di cibo “giusta” in base alle reali necessità del tuo corpo.

I bambini piccoli ad esempio mangiano quando hanno fame e si fermano quando sono sazi. Loro toccano, annusano ed esplorano il cibo mentre lo mangiano. Re-imparare questi comportamenti innati nell’uomo è fondamentale per sviluppare un sano rapporto con il cibo.

6# Dove?

Dove investo la mia energia? Un sano rapporto con il cibo viene rinforzato quando le energie che il mangiare fornisce vengono investite in attività che soddisfino i propri bisogni fisici, emozionali, e anche intellettuali, portando al raggiungimento di una salute ottimale.

L’ossessione per le diete presente nella nostra società ha portato le persone a considerare l’attività fisica come una punizione per potersi guadagnare il mangiare, invece di vederla come una possibilità per migliorare i proprio stato di salute e sentirsi meglio. Comincia con piccoli step, una camminata al parco, 10 minuti di yoga al mattino, o qualsiasi cosa ti possa piacere. Così facendo magari riuscirai a riscoprire gioia e vitalità nel muoverti.

E ricordati, ogni singolo boccone è una opportunità per cambiare!

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A presto, Michela.

 

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