- La via del Mindful Eating -
motivato
CONSIGLI "MINDFUL"

L’ingrediente segreto che ti manca per essere più motivato!

L’ho sentito un sacco di volte: 

“So esattamente cosa devo fare per perdere peso, ma non so perché non riesco a farlo! Avrei bisogno di essere più motivato.”

In effetti è vero: se trovi la giusta motivazione potresti rimanere scioccato scoprendo le cose che puoi fare.

Perché allora è così difficile essere motivati?

Solitamente le persone credono che essere più motivato sia una questione di autodisciplina.

Sono più che sicura che se pensi alla motivazione ti viene in mente la vecchia storia della carota e del bastone:

obbedienza = premio / disobbedienza = punizione.

E questo è proprio il motivo per cui hai bisogno di pagare qualcuno (il personal trainer o il dietologo) perché ti obblighi a fare quelle cose che tu proprio non vuoi fare: fare la dieta, andare in palestra, non mangiare schifezze, e via dicendo. Sai di cosa parlo, no?

Non sai quante volte i miei pazienti mi dicono che sono troppo buona con loro perché invece vorrebbero essere sgridati come dei bambini! Credono che se sarò severa con loro, stimolerò la loro autodisciplina e diventeranno magicamente capaci di svegliarsi all’alba e andare a correre indipendentemente da quanto buio e freddo faccia fuori.

In realtà non è affatto così!

Credere che le persone salutiste abbiano una tremenda quantità di autodisciplina è solo un comune pregiudizio.

Svariate ricerche di psicologia hanno dimostrato una cosa importante: le persone capaci di creare sane abitudini non hanno maggiore autodisciplina ma semplicemente maggiore autocompassione.

Ricordati: nessuno può essere più duro con te stesso di quanto non lo sia tu. Tu sei il tuo peggior critico! Sei bravissimo a insultarti appena sbagli qualcosa.

Se ad esempio, dopo una giornata stancante al lavoro, salti il tuo allenamento in palestra, cominci subito a incolparti di essere un buono a nulla e metti in dubbio la tua motivazione. Ti dici che sei senza speranza e che forse il tuo destino è quello di rimanere così, che magari è addirittura un problema genetico!

Cosa può esserci di più demotivante di questo?

Invece, le persone che sanno crearsi sane abitudini da seguire, quando sbagliano non si insultano per non essere sempre perfette ma si chiedono semplicemente come possono fare per migliorare le cose.

Invece di pensare “faccio schifo perché ho saltato il mio allenamento” loro pensano “ero troppo stanco ieri per allenarmi. Come posso fare per essere meno stanco e poter andare in palestra?”.

E’ una questione di vedere le cose in modo diverso. Punti di vista. Schemi mentali diversi. 

Loro non vedono la situazione come un problema con loro stessi ma cercano solo di risolverla.

Come vedi, autocompassione non significa accettare semplicemente i propri difetti e non fare niente. Significa sì accettarli (e non insultarsi per questi) ma cercare anche delle soluzioni.

Hai autocompassione quando ammetti che non andare in palestra è una conseguenza dell’essere troppo stanco, e non dell’essere un buono a nulla.

Hai solo bisogno di capire qual è il motivo che ti spinge a comportarti in modi che non ti piacciono e cercare di risolverlo. E non è trattandoti male che lo farai. Il senso di colpa e l’autoflagellazione non sono di certo utili strumenti di miglioramento!

Invece, avere autocompassione può darti la chiarezza mentale necessaria per risolvere il problema.

La prossima volta che sarai giù di morale perché non sei riuscito a fare quello che volevi, invece di essere duro con te stesso, prova questo esercizio che ti aiuterà ad essere più motivato: scrivi 5 frasi di incoraggiamento, qualcosa in cui sei particolarmente bravo e che ti fa sentire fiero di te! Poi attacca il foglio sul frigo e ogni volta che stai per insultarti vai a leggerlo.

Ricordati che nessuno di noi è sbagliato, dobbiamo solo migliorarci.

A presto, Michela.

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