- La via del Mindful Eating -
dipendenza da cibo
CONSIGLI "MINDFUL"

Dipendenza da cibo: piccoli passi per cominciare a vincerla.

Il cibo ha il potere fantastico di diminuire temporaneamente lo stress, alleviare la tristezza e fornirti conforto tutte le volte che ne hai più bisogno. Sei d’accordo? Se lo sei, non dovrebbe sorprenderti il fatto che il 75% delle abbuffate sono causate da emozioni piuttosto che da fame fisica.

Io sono piuttosto d’accordo. Anche a me è capitato molte volte di sentire il desiderio di “comfort-food” dopo una brutta giornata ed è una cosa che mi sento raccontare regolarmente tutti i giorni in studio dai miei pazienti.

Il problema di questo fenomeno, apparentemente innocuo, è che, se l’abbuffata è causata da una emozione, è molto facile che diventi una dipendenza: ogni volta che sarai triste, annoiato o arrabbiato cercherai  la soluzione a tutto questo nel posto più sbagliato, ovvero dentro al frigorifero.

Che cosa rende qualcosa una dipendenza piuttosto che qualcosa che piace solamente?

UNA DIPENDENZA E’ QUALCOSA CHE CONTINUI A FARE PUR SAPENDO CHE HA DEGLI EFFETTI NEGATIVI SU DI TE, PERCHE’ IL CERVELLO HA ASSOCIATO A QUELLA ABITUDINE UN MECCANISMO DI RICOMPENSA.

Questo rinforzo positivo che hai ogni volta che cedi alla dipendenza fa si che tu mantenga quell’abitudine anche quando sei ben consapevole che ti dovresti fermare.

Le dipendenze possono essere di diversi gradi, dalle più innocue, come quella per il caffè, a quelle più gravi del fumo o dell’alcool. Tra queste c’è anche la dipendenza da cibo, che non è così innocua come potrebbe sembrare ed è spesso difficile da superare.

Quello che consiglio ai miei pazienti è di metterci molta pazienza e forza di volontà.

LA DIPENDENZA DA CIBO, COME TUTTE LE DIPENDENZE, NON SI SUPERA IN POCHE SETTIMANE, E’ FONDAMENTALE FARLO LENTAMENTE E PER GRADI.

Vediamo quali sono i primi passi con cui iniziare a trattare una dipendenza da cibo.

I primi passi da fare per vincere la dipendenza da cibo.

1. Diventare consapevole.

Per battere qualsiasi dipendenza bisogna essere consapevoli di avere una dipendenza. Ovvio! Non puoi battere la dipendenza da cibo se non sai di averla! Ad esempio, devi renderti conto che è la noia a spingerti a mettere la mano nella scatola dei biscotti o la solitudine che provi a mandarti in cerca delle patatine. La pratica del Mindful Eating può essere un modo per iniziare a diventare consapevole delle tue dipendenze.

2. Smettere di giustificarsi.

La mente umana è una stratega indiscussa! Siamo tutti molto bravi a darci delle giustificazioni per portare avanti la nostra dipendenza da cibo senza affrontarla mai davvero. Ti dici che hai bisogno di quel gelato per affrontare una giornata così pesante o che ti meriti quel pezzo di cioccolata dopo aver litigato con il tuo capo. In realtà non è vero. Esistono molti modi sani per far fronte a situazioni negative: puoi fare esercizio fisico, meditazione, un massaggio o molto altro.

3. Eliminare la tentazione.

Prima regola per non cadere nella dipendenza da cibo: non avere mai cibo a portata di mano. Ovviamente non è sempre possibile tenere niente in casa, ma se hai dei cioccolatini non metterli in bella vista in salotto, nascondili nello scaffale più alto.

4. Cavalcare l’onda.

A volte nascondere il cibo non è sufficiente! Ad un certo punto quello stimolo irrefrenabile arriverà e cedervi sarà molto facile. Quando cominci a sentire quello stimolo nascere in te prova a rimanere fermo un attimo in più del solito, semplicemente in ascolto di quello che stai provando. Prova ad immaginare quella voglia come una onda che inizia a formarsi nel mare, si alza ripida e spaventosa e poi, in modo del tutto naturale, comincia a rimpicciolirsi e se ne va. Immaginando la tua voglia di mangiare come un onda può essere che questa si rimpicciolisca e se ne vada senza che tu debba cedervi.

Ovviamente questi sono solo i piccoli passetti per cominciare. Il lavoro è molto lungo e a volte non è detto che si possa risolverlo da soli, chiedere aiuto a qualcuno può essere fondamentale.

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A presto, Michela.

 

 

 

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This article has 3 comments

  1. deb

    troppo semplicistica ma per iniziare si puo’ leggere

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